Le cattive abitudini in cucina

  • Dosare “a occhio”:

È tipico il “filo d’olio” aggiunto durante o a fine cottura: non saprete mai quanti grassi avete assunto! Ciò che a voi può sembrare “un po’” d’olio, può essere invece troppo, e viceversa! L’olio va misurato, se non volete pesarlo, adoperando il cucchiaio da cucina. Un cucchiaio equivale a 10 g. di olio, un cucchiaino da caffè a 5 g.

  • Eccedere col sale:

Il cloruro di sodio, ossia il comune sale da cucina, favorisce l’aumento della pressione sanguigna, e di conseguenza i rischi di malattie cardio-vascolari. Il sodio è di per sé già presente in alimenti naturali quali acqua, carne, verdure, frutta, per non parlare degli alimenti trasformati: formaggi, salsicce, salumi, pane, grissini, focacce, crackers, ketchup, maionese, salse pronte, merendine, cereali. Quindi, pur non aggiungendo sale alle nostre pietanze, avremmo a disposizione numerosi fonti di sodio per il nostro fabbisogno giornaliero. Ma qual è il fabbisogno giornaliero di sale? 6 g di cloruro di sodio, ovvero 2,4 g di sodio, circa un cucchiaino da caffè.

  • Utilizzare margarina:

È credenza popolare che la margarina sia “più leggera” rispetto al burro. Niente di più sbagliato!

Il grasso vegetale di cui è costituita la margarina, in natura è liquido. Per renderlo solido, l’olio in forma liquida viene sottoposto al processo di idrogenazione, in cui i doppi legami, tipici del grasso in forma liquida, vengono convertiti in legami semplici. I grassi idrogenati hanno un costo minore, ma contengono acidi grassi trans, che si formano proprio durate il processo di idrogenazione e sono dannosi per la salute. I nostri enzimi infatti sono in grado di riconoscere e metabolizzare solo la forma cis degli acidi grassi. Diversi studi hanno dimostrato la correlazione tra dieta ricca di acidi grassi trans e lo sviluppo di malattie cardiovascolari ed arteriosclerosi.

  • Utilizzare il dado oppure i granulati:

Il dado da cucina è costituito da prodotti di scarto dell’industria alimentare; contiene glutammato, che oltre ad essere un esalatore di sapidità, è un neurotrasmettitore, normalmente sintetizzato dall’organismo a secondo del suo fabbisogno. Quello utilizzato nella produzione industriale, è ovviamente frutto di procedimenti chimici.

L’eccesso di glutammato e il suo accumulo, a lungo termine, può causare danni neuronali!!! È stata ipotizzata una correlazione tra assunzione di glutammato e malattie dell’apprendimento, disturbi del comportamento, oltre al diabete. Cavie da laboratorio vengono ingrassate col glutammato per favorire un rapido incremento di peso. E’ proprio necessario esaltare i sapori in cucina?? Riscopriamo le spezie e i nostrani, sani, genuini, ingredienti naturali di cui disponiamo.